2)Renzi e Letta e la fine dei
post comunisti. Ma come fanno gli ex
democristiani a convivere nello stesso partito, il PD, con i post comunisti? E
quest’ultimi con i primi? In realtà non si sono mai stimati e mai lo faranno. I
matrimoni d’interesse prima o poi scoppiano. Se Matteo Renzi non diventerà
Segretario del PD, la cosa non è improbabile, le pressioni ad un distacco dal
PD saranno al massimo. Se invece vincerà si tenterà di trasformare il partito
nella forma liberal-democratica ed allora le spinte alla scissione verranno
poste in essere dai post-comunisti. Come andrà a finire? Il rischio scissione
in ogni caso è elevato.
3)La vergognosa figura degli
americani intenti a spiare le maggiori personalità politiche europee e mondiali
alleate e non con la solita complicità della UK. Gambadilegno e Filo Sganga
inseparabili truffaldini spocchiosi e arruffoni.
4)Legge di stabilità: un
assurdo brodino tiepido dove i privilegi
della casta non sono stati minimamente sfiorati …che brutto messaggio che si da
agli italiani e di contro di riforma strutturale nemmeno l’ombra.
5)La marcia su Roma 2. E’
possibile una nuova marcia su Roma? E da chi? Vi sono alcune analogie
inquietanti tra le condizioni politche-sociali di oggi con quelle del 1922.
Dalla crisi del sistema politico, alla estrema debolezza dello stesso, ad una
evidente incapacità di detto sistema a dare risposte risolutive ai problemi
della società nelle sue varie articolazioni. Dall’altra parte ci sono movimenti
di dimostranti come i No Tav, i Centri Sociali, ma specialmente il M5s.
Movimento verticistico, guidato da un duetto e non da un quadrunvirato, ma lo
stile non cambia. Chi non è d’accordo viene espulso senza tanti complimenti. Si
è contro istituzioni e persone con toni poco ortodossi. Se la prendono con la
stampa e la comunicazione in genere, con la presidenza della repubblica, contro
questo Parlamento che forma la casta italiana insieme con quelli che sono la
classe parassitaria. Il populismo è l’arma del loro successo. La disciplina di
partito e l’ubbidienza ai capi diventa fatto non opinabile. Il capo supremo non
sbaglia mai e non può essere contestato. Dalla loro ci sono i delusi, gli
arrabbiati, popolani, borghesi, imprenditori piccoli e medi che hanno perso o
stanno perdendo il loro status
economico. Da un punto di vista partitico si annoverano per la maggior parte
massimalisti e purisiti di sinistra. D'altronde Mussolini era di sinistra.
6) Il ministro Cancellieri deve
dimettersi per un comportamento non pertinente con le sue funzioni. Classico
esempio di una piccola Italia provinciale, familistica, nepotistica, e che ci
fa fare figuracce a livello europeo e mondiale che vanno a confermare i giudizi
negativi sulla classe politica italiana.