Il vertice Italo-Francese di ieri ha declinato in modo netto il difficile momento di debolezza della politica italiana.
La Francia dell'era Sarkozy ha assunto una aggressività in politica estera mai vista negli ultimi trenta anni.
Si deve tornare alle presidenze De Gaulle per ricordare un attivismo così spinto.
E non intendo solo sul piano squisitamente politico, ma la pressione francese si dimostra quasi violenta in economia. Gli interventi in Africa centrale, anche quelli recentissimi della scorsa settimana in Costa d'Avorio, mirano ad appropriarsi di posizioni favorevoli nello sfruttamento di petrolio e la continuità nello sfruttamento dei giacimenti di uranio in Ciad. Con "l'affaire Libia" Sarkozy non guarda più alle nazioni africane ex colonie francesi sulle quali la Francia da sempre ha tentato e in qualche modo ci è riuscita, di condizionare la polica specie quella economica. Gli USA hanno abdicato all'"irruenza" di Francia e UK sulla Libia e l'Italia si è trovata in stallo malgrado gli enormi interessi economici specie di Eni, ma non solo, per via degli stessi accordi personali con il "Rais" libico. Perchè non si interviene in Siria? Ora si muoveranno, su iniziativa americana, in modo più burocratico che militare, a livello di Nazioni Unite con qualche delibera sanzionatoria che possa essere mostrata a riprova del fatto che si interviene sempre dove c'è anelito di libertà contro regimi di decennale storia. Ma la Siria non è la Libia perchè non ha il petrolio. Gli interessi in questione possono averli gli israeliani. Ma caduto Assad, ciò che verrà sarà meglio per il MO o peggio? Nessuno può saperlo.
Nel frattempo l'OPA di Lactalis su Parmalat, salvata dallo Stato italiano pochi anni fa dal fallimento, dimostra che mai c'è stata una politica industriale in Italia negli ultimi venti anni, tranne quella di vendere a pezzi l'ex IRI per "rendere libero il mercato da una presenza ingombrante, fortemente passiva, residuato della Prima Repubblica, e al contempo il ricavato doveva servire a ridurre il debito statale. Così i politici di destra e di sinistra.
Il debito si è sviluppato in modo inquietante, alcuni gioielli di famiglia che potevano benissimo essere gestiti in modo corretto sono stati venduti o svenduti come Telecom, Credito Italiano, Banca Commerciale Italiana, Cirio, Bertolli, De Rica, ecc... . Altri sono ancora in mano pubblica come Finmeccanica, Eni, Enel e tutto sommato sono le poche aziende operanti a livello globale insieme ad Unicredit e, adesso, a Fiat-Crysler.
Lactalis si compra Parmalat con i soldi delle banche francesi.Ma, nella pancia di Parmalat vi sono circa 1,5 miliardi di euro, per cui, alla fine, metà dell'esborso per l'acquisto lo paga la stessa Parmalat per essere fagocitata da una azienda che non presenta bilanci da dieci anni e che si permette di venire in Italia acquistare una azienda quotata in borsa e con i conti in regola dopo le brutture dell'epoca di Callisto Tanzi e soci.
C'è da rimanere allibiti e scandalizzati. Ai ministri dei passati governi e di quelli attuali dell'economia quali Visco o Tremonti, oppure Bersani o Romani c'è da chiedergli:"ma che cosa fate durante i Vostri incarichi? A che cosa vi dedicate? Pensate alla Nazione, agli Italiani ...ma in che senso?".
La Francia ci vuole vendere ben cinque centrali nucleari, noi accettiamo di comprarle e nello stesso periodo in cui vi sono tensioni sulle Generali ove i soci francesi spingono, anche se non apertamente, per francesizzarla magari con Axa. Edf che cerca di farsi molto più spazio in Edison, e che dire dell'Acea, e dell'acquisto di alcuni grandi marchi della moda italiana, o della vendita dei treni ad alta velocità costruiti dalla francese Alstom. Intanto qualche anno prima la Banca Nazionale del Lavoro passa ai francesi di Bnp-Paribas.Si dirà che è il "mercato". Ma si può dire altrettanto pesantemente che in Italia non c'è stata mai una politica industriale. I gruppi sono lasciati a loro stessi in balia di tutto. Qualche eccezzione c'è. Vedi per Enel e per Eni. Ma qui il gioco non si capisce, tant'è che nemmeno gli americani riescono a comprendere quello che c'è veramente sotto.
Interverremo in Libia sganciando bombe. Ma l'Italia non ripudia la guerra come metodo politico? Almeno ciò è sancito dalla nostra Costituzione. Le missioni ci costeranno non meno di 700 milioni di euro se tutto finirà entro tre mesi.Chi paga? Sarkozy o gli italiani con le tasse? Ma noi non siamo già tra i più tassati d'Europa? Non siamo quelli che abbiamo il quarto debito statle più alto del Pianeta? Non siamo quelli che in Europa il Pil aumenta solo dell'1,2% rispetto alla media europea del 2,1%. Quindi con la disoccupazione che aumenterà ancora di più specie quella giovanile?
E l'Italia ha sottoscritto insieme con la Francia una richiesta per modificare il trattato di Schengen sulla libera circolazione di merci e persone nella Comunità Europea. L'Italia si è accodata alla richiesta di una Francia che respinge i tunisini e li rimanda in Italia perchè non arrivano ad avere trenta euro se hanno parenti in Francia oppure 60 euro se non li hanno? Ma che legge hanno? Invece di modificare il trattato di Schengen dovrebbero rivedere questa norma così oltraggiosa per la dignità umana relegata a trenta denari come quelli di Giuda.
Non c'è nulla per essere soddisfatti dal vertice Sarkozy-Berlusconi. Abbiamo perso, ma stiamo perdenda da troppi anni ormai...e noi paghiamo.
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