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lunedì 27 giugno 2011

Esami di maturità...ma servono?

Esami di maturità anno scolastico 2010/2011, anche la terza prova è fatta.
Adesso gli esaminandi aspettano la correzione dei compiti e l'uscita dei tabelloni con la somma dei voti avuti con gli scritti che andranno ad aggiungersi ai crediti accumulati negli ultimi tre anni.
E da qui inizia il toto-voto. Nel senso che ogni alunno cercherà di prevedere il voto finale di diploma.
Giovedì scorso, 23 giugno, il Corriere della Sera titolava: "La commedia (utile) della maturità" di Beppe Severgnini.
Il noto giornalista scriveva che questi esami sono una :"...finzione. Sadomaso autorizzata dal ministro dell'Istruzione".
Continuava affermando che:"...la maturità è una commedia...utile perchè insegna la gestione dell'ansia, il valore delle vigilie".
Di contro sberleffa gli esaminatori affermando"...gli insegnanti, anche i più svogliati camminano impettiti; sentono il fremito del potere riconquistato".
Per esperienza personale posso testimoniare che gli insegnanti farebbero volentieri a meno degli esami. Che gli stessi siano una finzione è vero nel momento in cui il commissario di matematica "aiuta", ma spesso risolve i problemi e quello di greco e di latino imposta la traduzione della seconda prova al classico...ecc...ecc.
Passiamo alla terza prova, la più selettiva, ma anche la più fragile. Fragile nel senso che i proff. possono"passare", giorni prima, le domamde agli esaminandi o ad alcuni di essi. Stesso discorso vale per le prove orali.
Infine il voto conclusivo che tende sempre verso "altissime vette".
Tant'è che alcune Università, poche a dire il vero ma prestigiose, non ritenendolo attendibile non viene valutato(o poco valutato) ai test di ammissione. Queste stesse Università ritengono, evidentemente, gli esami di maturità una inutile commedia.

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