La Seconda Repubblica è defunta. E' durata venti anni come il fascismo. Ma ciò che abbiamo vissuto è stato "sfascismo" ed anche questi politici hanno distrutto l'Italia, ci rimane solo un'Italia da ricostruire dalle fondamenta.
Siamo entrati nella Terza Repubblica per una serie di eventi che cambieranno radicalmente nel volgere dei prossimi anni i nomi, le facce, della classse politica. Cambieranno i partiti, programmi, stili e gli italiani.
Quali sono i sintomi di questa affermazione che non è nè illusione, nè desiderio, nè semplice auspicio.
A ben osservare si notano una serie di novità importanti che stanno avendo conseguenze inimmaginabili fino a poche settimane fa.

1- Il fenomeno Renzi che si afferma. La "rottamazione" dei politicamente falliti del suo partito ha provocato il passo indietro dei maggiori responsabili quali W. Veltroni e M. D'Alema. Il primo non si ricandiderà alle prossime elezioni politiche ma..." non lascia la politica.". Cosa vuol dire? Semplice. Aspira a incarichi di alto profilo, da Presidente della Repubblica in giù (magari presidente della Rai). Il secondo, a malincuore e con titubanze evidenti, lascia immaginando per lui un incarico di profilo internazionale quale Segretario Generale della Nato. Un'altra, la Melandri, cerca un posticino niente male nella nomina a Presidente del Museo di Arte Moderna di Roma. Modedistini spocchiosi mirano in alto. Posti di prestigio dati e pretesi chissà per quale particolare capacità o meriti. Renzi può anche perdere le primarie, ma vincerà il prossimo congresso del Pd. Avremo così una sinistra liberal, più simile al Labour inglese o alla Spd tedesca. Ciò segnerà la fine dello stalinismo che ancora aleggiava in questo partito e in Italia. Purtroppo con molto ritardo. Ma sarà la fine anche dei "margheritini" Bindi, Marini, Franceschini, Gentiloni,...che si erano accasati nei Ds per avere un "posto" facile e assicurato nella nomenclatura della politica che conta in Italia.
2- Fine di un secondo partito e prima ancora di un protagonista eccellente della seconda repubblica: A. Di Pietro. Non saranno certo il sindaco di Napoli nè quello di Palermo a salvare L'Italia dei Valori. La legge del contrappasso ha colpito proprio colui che fu protagonista indiscusso della fine della prima repubblica. Oggi tocca a lui, con una variante. Da PM,I suoi inquisiti responsabili di partiti "rubavano più che altro per il partito". Se Craxi aveva conti all'estero e prestanomi, non si può dire questo di Forlani, Citarristi, e dei democristiani condannati.
3- Fine di Berlusconi. Con la sceneggiata del ritiro, prima della condanna, e del ritorno rabbioso dopo la condanna. Se già da un anno le sue quotazioni politiche erano in caduta libera ora, con questo comportamento inaccettabile, ha affossato anche il suo partito i cui dirigenti hanno difeso la posizione del loro "capo" comprovando, ancora una volta se ce ne fosse stato bisogno, sudditanza e interesse politico personale....posizionandosi, come sempre, sulla stessa linea di Berlusconi. Che coraggio!
Quindi fine del protagonista per eccellenza del ventennio "sfascista".
4- G. Fini ha sempre sbagliato a chi accompagnarsi nella sua carriera politica: la Meloni, La Russa, Alemanno, Gasparri, Matteoli, Storace, più l'affaire "casa di Montecarlo" lo hanno ridotto ai minimi termini. Non dimentichiamo il grave errore della fusione di AN con Forza Italia per dare vita al Pdl. I troppi errori lo stanno trascinando verso un limbo politico per un futuro da dimenticato.
5- Il crescente successo del Movimento 5 Stelle e l'affermazione in Sicilia farà si che sarà l'ago della bilancia del prossimo parlamento e non solo di quello siciliano. Giacchè si andrà a votare con il "porcellum" questo sarà un grosso regalo al movimento stesso su cui confluiranno anche i voti della maggior parte degli ex Italia de valori tanto che in qualche regione del nord Italia possa arrivare oltre il 30% di consensi, probabilmente in Liguria.
6- C'è in atto un tentativo della Chiesa di "incoraggiare" un partito dei cattolici democratici e liberali che non ruoti intorno al partito di Casini.
7- Non dimentichiamoci l'eliminazione politica di U. Bossi in perfetto stile leninista. Ma la Lega Nord di Maroni non morde e non fa presa. Si prevede un primo periodo di cristallizzazione della Lega con una politica sterile e da senza potere, per poi sciogliersi come neve al sole e ricerca di nuove opportunità per il suo elettorato.
Berlusconi, D'Alema, Veltroni, Di Pietro, Fini e Bossi, i "padroni dell'Italia" della seconda repubblica, sono tramontati, sono finiti e con essi anche l'Italia che hanno così mal governato.
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