Il Governo Letta è operativo dopo oltre sessanta giorni dall’esito elettorale.
Lo sorreggono tre partiti diversissimi tra loro. Il PD: un conglomerato non organico di bei principi che non sanno e a volte non vogliono mettere in pratica, e di uomini e donne politicamente mediocri che non si sono mai sentiti veramente uniti. Il PdL: un partito-non partito. E’ un partito solo nella forma esteriore ed è strumentale ad una sola persona capace ed intelligente (anche sotto il profilo politico), ma spregiudicato fino a ricordare Catilina (Catilina di ciceroniana memoria e non quello di Sallustio). Terzo partito è Scelta Civica: difficile dire cosa e chi ormai rappresenti Mario Monti e di conseguenza i suoi. E’ chiaro che è un Governo imposto. Imposto dal Presidente Napolitano che da una parte ne certifica la inconsistenza di tutto l’apparato partitico nazionale rappresentato nel Parlamento, compreso il Movimento 5 stelle, e dall’altra apre de facto alla repubblica presidenziale.
Quanto durerà? Non molto, non più di due anni. Il motivo è semplice: con gruppi politici così divergenti sin dall’inizio si avranno spinte che da subito inizieranno a logorarne la stabilità. Di certo questo governo nessuno lo considera di legislatura.
Cos’ha di buono, o meglio cosa non ha di cattivo. Sicuramente il fatto che i vari D'Alema, Gelmini, Brunetta, Fassino, Gasparri, Garfagna, Finocchiaro, Bindi, Marini, Prodi, Bersani, Bondi, sono fuori dal salone del Consiglio dei Ministri. Di buono Letta ha la pazienza, le idee chiare e carattere.
Cosa dovrà fare? L’agenda è stata dettata da Napolitano: 1) cambiare la legge elettorale, 2) cambiare la legge Fornero e progettare un articolato modulo per il rilancio del lavoro e dell’economia, 3) e un controllo serrato del bilancio pubblico. Qui emergono le figure di due valenti tecnici che sono stati incaricati allo scopo: il Direttore Generale della Banca d’Italia e il Presidente dell’Istat.
L’Imu sulla prima casa alla fine verrà abolita dal 2014 con gravi danni e distorsioni solo per far contento il Berlusconi che si potrà vantare al cospetto della nazione di mantenere le promesse. Non verrà dato alcun rimborso del già pagato e per questo anno si continuerà a pagare, ma parlarne troppo in termini di abolizione è demagogia ed è un falso problema. L'Imu andrebbe abolita sugli immobili adibiti all'interno di un circuito produttivo, come capannoni indusriali, agricoli e commerciali, stalle, silos ecc...Sulla prima casa è possibile una tassa leggera gestita unicamente dai Comuni. Sulle seconde e terze case si può pensare ad una tassa progressiva la cui raccolta verrebbe gestita dai Comuni ma il cui gettito va allo Stato ed ai primi viene riconosciuto un aggio.
Auguri Enrico. Avrei voluto darti una mano...magari al Ministero dell'Istruzione, perchè è dalla scuola che parte una Nazione.
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