"Rinascimento Italia" vuole essere un barlume di riflessione sui fatti politici e sociali, in un periodo storico che vede l'Italia in grave difficoltà e smarrita nel contesto globalizzato di questa era.
lunedì 10 giugno 2013
La morte del capitano dei bersaglieri e la politica di guerra dell'Italia.
Oggi si sono tenuti a Roma i funerali di Stato al capitano dei bersaglieri morto in Afganistan. Presente il Presidente del Senato on. Grasso. Questa missione è stata sempre definita quale "missione di pace" sia dai mass media che dai politici nostrani. La missione ufficialmente si chiama Isaf (International security asssistance force) cioè forza internazionale di assistenza alla sicurezza. La reltà è un'altra. Lì c'è una vera e propria guerra tra gli afgani "non venduti" allo straniero e gli "invasori". Da una parte una comunità che si è vista all'improvviso invasa e comamdata con elicotteri da guerra, mitra e autoblindo da soggetti di cui molti non ne conoscevano neppure l'esistenza. In Afganistan si spara, si muore, si opprime e si vuole costringere alle proprie e forestiere abitudini. Esportare la democrazia in punta di cannone come hanno fatto gli americani, maldestramente, in questi ultimi venti anni è una contraddizione nei termini, è sicuramente una violenza che non si può che condannare a tuttti i livelli. Infine è solo una volgare scusa in quanto i fini sono molto meno nobili, normalmente volgarissimi. Basta ricordare il caso dell'Iraq. Per aver la "scusa" all'occupazione dell'Iraq, l'amministrazione Bush osò portare al livello più alto di consesso moldiale, l'Onu, false prove che sembravano già false o difficilmente veritiere già nella presentazione al consiglio di Sicurezza dell'Onu e alla presentazione delle stesse alla stampa mondiale
L'Italia non deve seguire gli USA su queste strade. L'Italia ha come interesse la pace e la sicurezza dei popoli e queste non si impongono ma si dialogano.
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