Una grande nazione possiede alla base una grande scuola pubblica. Non c'è alcuna riforma che possa cambiare positivamente un solo aspetto dell'articolatissima società moderna, se coloro che saranno chiamati a pensarla non hanno grandi strumenti culturali. Intendo grandi competenze di base che sono capacità di analisi, di critica e di logica. Questi sono gli strumenti necessari per non sbagliare o per errare il meno possibile. Questi sono gli strumenti che la scuola italiana non vuole che i giovani abbiano. Una società che sa pensare attraverso una analisi attenta, profonda che vede oltre la superficie, molti non la vogliono. Una società che sappia criticare e attraverso la critica svelare populismi, false democrazie, finte partecipazioni, falsi problemi, fallaci obiettivi, miraggi esistenziali, non fa comodo a molti. Una società che con logica sappia come cambiare, sostituire, costruire percorsi di grande civiltà, a tanti non conviene. Si vive in una epoca in cui il cattivo gusto la fa da padrone e che con i modestini al potere si celebra l'apologia dell'ignoranza come condizione normale dell'esistenza.
"Rinascimento Italia" vuole essere un barlume di riflessione sui fatti politici e sociali, in un periodo storico che vede l'Italia in grave difficoltà e smarrita nel contesto globalizzato di questa era.
sabato 10 maggio 2014
Scuola e futuro di una Nazione
Una grande nazione possiede alla base una grande scuola pubblica. Non c'è alcuna riforma che possa cambiare positivamente un solo aspetto dell'articolatissima società moderna, se coloro che saranno chiamati a pensarla non hanno grandi strumenti culturali. Intendo grandi competenze di base che sono capacità di analisi, di critica e di logica. Questi sono gli strumenti necessari per non sbagliare o per errare il meno possibile. Questi sono gli strumenti che la scuola italiana non vuole che i giovani abbiano. Una società che sa pensare attraverso una analisi attenta, profonda che vede oltre la superficie, molti non la vogliono. Una società che sappia criticare e attraverso la critica svelare populismi, false democrazie, finte partecipazioni, falsi problemi, fallaci obiettivi, miraggi esistenziali, non fa comodo a molti. Una società che con logica sappia come cambiare, sostituire, costruire percorsi di grande civiltà, a tanti non conviene. Si vive in una epoca in cui il cattivo gusto la fa da padrone e che con i modestini al potere si celebra l'apologia dell'ignoranza come condizione normale dell'esistenza.
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