"Rinascimento Italia" vuole essere un barlume di riflessione sui fatti politici e sociali, in un periodo storico che vede l'Italia in grave difficoltà e smarrita nel contesto globalizzato di questa era.

lunedì 23 marzo 2015

Cesarismo.



      L’affaire Lupi, non indagato dalla magistratura, ha richiamato all’attenzione dell’opinione pubblica italiana anche il comportamento del Presidente del Consiglio.
Il Ministro si è dimesso. Ha ceduto alla pressione mass mediatica, non tanto dell’opinione pubblica. Renzi, però, non ha difeso il suo ministro e questo equivale ad un siluramento. Non è vero che non gli ha chiesto le dimissioni. Il silenzio è un chiaro messaggio di abbandono ed una richiesta di dimissioni nel contesto di un chiaro calcolo politico. Dopodiché, a dimissioni rese in aula parlamentare, esprime la propria solidarietà all’ex ministro. Il PD ha tenuto un profilo così basso che è sembrato il comportamento tipico del Giuda di turno. Tutti i suoi esponenti  hanno rifuggito i giornalisti, le interviste. La settimana prima facevano a gara per apparire in Tv e rilasciare dichiarazioni ai giornali.

Nel frattempo Landini, Segretario Generale della Fiom, sente l’esigenza di politica e lancia la sua “coalizione sociale”. Egli è convinto che l’Italia abbia imboccato una strada pericolosa per la democrazia ed il benessere sociale. La risposta di Renzi arriva immediatamente ed annuncia, sabato 14 marzo, nuove regole per i sindacati. Una riforma sulla rappresentanza, che sarà, è facile pensarlo, un tentativo di limitare al massimo l’azione delle rappresentanze intermedie come i sindacati, i partiti politici ed altri attori che hanno fatto la storia della democrazia in Italia ed in Europa.
 Giorno 18 marzo, mercoledì, scoppia una violenta “polemica” tra l’ANM ed il Premier. Il rappresentante dei magistrati accusa il Governo di dare “carezze ai corrotti” ed  “i magistrati sono stati virtualmente schiaffeggiati”.  Stasera nella trasmissione "Piazza Pulita" il rappresentante dell'ANM ha ribadito il suo pensiero senza retrocedere di un millimetro.
 La minoranza del PD, il 20 marzo,  si autoconvoca e D’Alema accusa Renzi di gestire il partito con “arroganza” e su questo sono tutti d’accordo.
Nel frattempo i candidati renziani  perdono le primarie a Venezia, vince  Casson  e in Campania dove si afferma  il Sindaco di Salerno De Luca. 
Ad un anno di Governo Renzi il bilancio è un forte chiaro-scuro….come il suo Premier! La riforma del Senato da lui proposta serve ad eliminare un Senato che conta quanto la Camera dei deputati, perché con una sola Camera è più facile governare e controllare. La seconda grande riforma su cui punta il Renzi, è quella della nuova legge elettorale. Chiaramente dettata dalla volontà di eleggersi i propri rappresentanti in Parlamento. E? una proposta perversa e devastante. Perversa perché chi decide chi debba rappresentare il Popolo Italiano non sono gli italiani ma i capi partito nominando gli eletti futuri che devono rendere conto non più agli italiani perché non hanno avuto la possibilità di nominarli, ma dovranno rendere conto solo al proprio capopartito. E’ una legge devastante per la partecipazione democratica in quanto il popolo subirà di tutto e avrà le mani legate fino a quando non ricorrerà alla violenza quale atto unico per liberarsi dal cappio stretto e soffocante di questa “putinizzazione” dell’Italia. Comunque è una legge chiaramente incostituzionale. Ed è questo che tradisce le vere intenzioni di Renzi che pur sapendolo, continua ed insiste a volerla approvare con l’appoggio di B. che ha venduto il partito per i propri interessi.
Ecco che B. vuole le torri di trasmissioni della Rai. R. è costretto a rispondere che non si vendono e guarda caso, pochissimi giorni dopo, l’elicottero di R. è costretto ad un atterraggio di emergenza adducendo al cattivo tempo e non ad un guasto come da subito si era detto.
L’inizio del secondo anno di governo si caratterizza dalla seconda ondata di riforme che tendono al controllo della nazione, nella maniera più classica, ma anche più efficace. Il controllo della scuola e della Rai.
Della “Buona scuola” lanciata da Renzi c’è la peggiore proposta che ci rimanda al fascismo. La sua proposta di far sì che siano i Dirigenti scolastici a scegliere il corpo insegnante ci rimanda ad un metodo di scuola privata e non pubblica. Questo nel metodo. Nel merito egli tenta il controllo della scuola e delle generazioni future. Ecco come. Il premier nomina e gestisce il Ministro della P.I., questo a sua volta, sta succedendo da oltre dieci anni grazie all’assurda riforma Berlinguer, nomina e gestisce i Direttori Regionali i quali a loro volta gestiscono i Dirigenti scolastici che li spostano e li mandano a dirigere scuole in ogni dove nella propria regione. Perciò i Dirigenti scolastici, per non essere mandati a dirigere un istituto scolastico posto dall’altra parte della Regione rispetto alla loro residenza, oppure per non perdere l’accesso a contributi e tanto altro ancora, obbediscono al Direttore Generale. Ultimo anello ancora mancante riguarda il rapporto tra i Dirigenti Scolastici e il corpo docente il quale è ancora libero nella loro professionalità e docenza. Con la riforma proposta da Renzi ai docenti verrebbe messo il “morso” in quanto, de facto, perderebbero la libertà d’insegnamento se essi venissero scelti dai Ds, che a loro volta obbediscono e non vogliono corrucciare i Direttori Scolastici regionali, che a loro volta non possono assolutamente contraddire le indicazioni del Ministro, che a sua volta obbedisce alla linea politica del Premier che l’ha scelto apposta per questo incarico. 
La seconda grande riforma proposta da Renzi è quella della Rai. Egli vorrebbe un amministratore unico nominato dal Premier e di un consiglio di sorveglianza che non ha alcun potere. Anche questa struttura è tipica dell’impresa privata e non pubblica laddove si ha la netta sensazione che sia il premier il proprietario della Rai e non il Popolo Italiano. Il controllo dell’informazione è fondamentale, ma solo nelle Repubbliche delle banane.
Ave Cesare!

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