"Rinascimento Italia" vuole essere un barlume di riflessione sui fatti politici e sociali, in un periodo storico che vede l'Italia in grave difficoltà e smarrita nel contesto globalizzato di questa era.

martedì 5 marzo 2013

Dalle ore 20 del 28 febbraio 2013







L’addio a Papa Benedetto XVI.
Oggi, 1 marzo 2013, Benedetto XVI non è più il Papa della Cristianità Cattolica Romana. L’Ecclesiae non solo dovrà eleggere un nuovo Papa, ma il Papa del rilancio della stessa Chiesa. Occorrerà, in Conclave, fare una attenta analisi sulla mancanza di incisività del messaggio cattolico nel Mondo (fatta eccezione per poche isole minoritarie) non solo di quello di Papa Benedetto XVI, ma specialmente di quelli di Papa Giovanni Paolo II.
Per trenta anni la catechesi papale si è portata fuori dalla realtà in movimento del Mondo moderno. Ha solamente pontificato, giudicato, inquisito (vedi il duro ostracismo agli eretici della “teologia della Liberazione” e del teologo, già amico in anni giovanili di Ratzinger, Hans Kung) .
Papa Wotila si è trovato, all’inizio del suo pontificato, con le casse vuote da una parte e con la sua forma eccellente data dall’ ancora sua giovane età (relativamente all’incarico) dall’altra. Chi poteva mai rinsanguare le casse pontificie ridotte a zero anche e forse soprattutto dalla spericolata gestine Marcinkus? (Da ricordare l’intreccio di quegli anni tra il banchiere dello Ior, Calvi e quest’ultimo con Sindona).
Chi aveva una quantità di denaro tale da finanziare un papato che già nelle intenzioni voleva essere itinerante e quindi costosissimo,quanto fortemente e ottusamente chiuso al cambiamento? Cocciuto nel voler incessantemente, per oltre vent’anni, giudicare tutti e innalzare il primato non solo religioso ma anche morale della Chiesa. Tutto ciò hafunzionato solamente  nel primo periodo, quello di passaggio dal vecchio ordine mondiale bipolare che ha visto, dopo la caduta del sistema comunista sovietico e dei suoi satelliti, l’apertura di un mondo nuovo chiamato globalizzazione da una parte e di internet dall’altro al quale né quel Papa ne altri all’interno di quella Chiesa erano pronti a misurarsi e a rispondere adeguatamente.
L’Opus Dei era l’unica congregazione cattolica che avesse a disposizione tanto denaro da poter finanziare non il Vaticano, ma quel Papa e le sue azioni. D’altronde la ferma ortodossia dell’Opus Dei coincideva con quella del Papa polacco. Ed ecco, allora, l’allontanamento  del cardinale Martini dalla Curia verso l’Arcidiocesi di Milano, un vero e proprio esilio dal quale il cardinale non è mai più tornato. Un Cardinale “pericoloso” sia per le sue idee “diverse” che per il prestigio di cui godeva che certamente non potevano essere tollerati da un Papa autoritario  come Wotila. Ma anche un Cardinale “concorrente” all’Opus Dei in quanto Martini era un gesuita di alto rango. Quindi Navarro Vals fu nominato quale portavoce del pontefice e responsabile della comunicazione vaticana. In realtà era il braccio sinistro del Papa che a sua volta veniva “aiutato” nel magistero della Chiesa. A braccio destro fu chiamato un giovane vescovo-teologo di nome Ratzinger che abbandonò da tempo e per tempo le sue idee “progressiste” di quando varcò, da semplice prete, ma da giovane e promettente teologo, la porta sacra della basilica di San Pietro per entrare nel Concilio Vaticano secondo al seguito del suo mentore il vescovo di Monaco di Baviera e si convertì ad una teologia rigidamente chiusa al mondo…un mondo che conobbe assai poco al contrario del Papa polacco.
Il papato di Wotila si caratterizza per un governo dal pugno di ferro. Chi non è con lui è sicuramente contro. Molti si schierano dalla sua parte senza convinzione ma per opportunismo, l’ala più radicale e conservatrice è con lui per convergenza di impostazioni dottrinali, un’altra parte per dispetto e per vendetta e solo una minima parte tace ma  viene relegata ai normali uffici…vedi i gesuiti e altri ordini. Vengono nominati grandissime quantità di beati e di santi e certamente non poteva mancare di salire agli onori della santità il fondatore dell’Opus Dei. Questi costruirono a Roma una ricca basilica intitolata al loro santo ed insediarono il loro cardinale-prefetto della congregazione e potente uomo di curia, spagnolo certamente.
Ma papa Wotila costruì anche le condizioni ferree per la sua successione e la elevazione di Ratzinger al soglio pontificio dopo la sua morte. Voleve che quella sua impostazione continuasse ancora per anni come un prolungamento di  sé o della sua ombra nella sua cocciutaggine e ostinazione.
Papa Ratzinger inaspettatamente, non molto tempo dopo la sua elezione, sfratta quelli dellOpus Dei dal Vaticano e affida ad un salesiano la segreteria di stato e proprio ad un gesuita, padre Lombardi, viene affidato quello stesso posto che fu di Navarro Vals l’uomo dell’Opus dei. Quasi uno schiaffo. D’altronde i due ordini sono entrambi spagnoli e conconcorrenti. E dove lo mettiamo il cardinal Sodano che sperava di restare nel suo altissimo incarico di segretario di stato visto che per venti anni ha lavorato per il papa polacco insieme al responsabile dell’ex san’Uffizio card. Ratzinger ora Papa?
Tutto sovvertito e non certamente per capriccio da questo silenzioso, timido e potente pensatore che è il papa tedesco. La fronda è articolata e agguerrita. Da una parte l’Opus dei e dall’altra Sodano e tutta quella parte della Curia e dell’episcopato italiano che fa a lui riferimento circondano il Papa ed il cardinale Bertone.La lotta sotterranea è dura e continua, viene coinvolto persino il maggiordomo del Papa il quale viene convinto a fare la spia ed a sottrarre documenti dalla scrivania del pontefice e passarli alla parte avversa. Lo Ior viene messo nelle mani di Gotti Tedeschi che non sembra essere proprio in odore si santità monetaria e viene rimosso ed al suo posto viene nominato un tedesco di fiducia del papa e non di altri. Come mai scoppia il caso Boffo? Per caso? Chi ha passato le infomazioni a quel giornale?
Troppo stress, troppa tensione, continua. Gli anni passano, il Papa invecchia e le forze vengono meno e si riducono quasi al minimo. La riflessione ha bisogno di calma e tranquillità rispetto alle faccende di potere, ai problemi, tanti, delle varie parti del mondo e poi c’è  una questione vecchia, quanto annosa e delicata, dei preti pedofili che va denunciata e repressa con forza. Ma tutta questa  fatica non produce svolte, non si riesce ad incidere, gli scandali incombono e vanno smontati, gestiti con attenzione. Il Vaticano non è più l’occhio del Mondo, ma un vortice sempre più spiralizzato di lotte intestine di potere e di scandali. Ecco perché il Papa si è dimesso. Perché con le residue forze, sia fisiche che di “truppa”, non poteva più far fronte e sarebbe stato costretto ad arrendersi senza condizioni…ma essendo sempre un tedesco ha preferito dimettersi e sperare in un nuovo papa che emerga da quella parte, la gran parte, del mondo cattolico rappresentato da cardinali  onesti e sinceramente lontani dalle vicende curiali di una Roma vaticana in cui troppi e brutti aspetti secolarizzanti si sono appropriati di coloro che dovevano invece esorcizzare.
Adesso si tratta di eleggere il nuovo Papa. I”cattivi” possono iniziare le grandi manovre, ma i “buoni” che da tutto il mondo confluiranno nella Cappella Sistina conoscono molto bene i primi e nel silenzio dell’urna sapranno eleggerne uno di loro capace, preparato e moderno. I”cattivi” sono di un altro mondo, né di quello celeste, né di questa nostra Terra. Lo squallore non ha patria!

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