L’addio a Papa Benedetto XVI.
Oggi, 1 marzo 2013, Benedetto XVI non è più il Papa della
Cristianità Cattolica Romana. L’Ecclesiae non solo dovrà eleggere un nuovo
Papa, ma il Papa del rilancio della stessa Chiesa. Occorrerà, in Conclave, fare
una attenta analisi sulla mancanza di incisività del messaggio cattolico nel Mondo
(fatta eccezione per poche isole minoritarie) non solo di quello di Papa
Benedetto XVI, ma specialmente di quelli di Papa Giovanni Paolo II.
Per trenta anni la catechesi papale si è portata fuori dalla
realtà in movimento del Mondo moderno. Ha solamente pontificato, giudicato,
inquisito (vedi il duro ostracismo agli eretici della “teologia della
Liberazione” e del teologo, già amico in anni giovanili di Ratzinger, Hans Kung)
.
Papa Wotila si è trovato, all’inizio del suo pontificato,
con le casse vuote da una parte e con la sua forma eccellente data dall’ ancora
sua giovane età (relativamente all’incarico) dall’altra. Chi poteva mai
rinsanguare le casse pontificie ridotte a zero anche e forse soprattutto dalla
spericolata gestine Marcinkus? (Da ricordare l’intreccio di quegli anni tra il
banchiere dello Ior, Calvi e quest’ultimo con Sindona).
Chi aveva una quantità di denaro tale da finanziare un
papato che già nelle intenzioni voleva essere itinerante e quindi
costosissimo,quanto fortemente e ottusamente chiuso al cambiamento? Cocciuto
nel voler incessantemente, per oltre vent’anni, giudicare tutti e innalzare il
primato non solo religioso ma anche morale della Chiesa. Tutto ciò hafunzionato
solamente nel primo periodo, quello di
passaggio dal vecchio ordine mondiale bipolare che ha visto, dopo la caduta del
sistema comunista sovietico e dei suoi satelliti, l’apertura di un mondo nuovo
chiamato globalizzazione da una parte e di internet dall’altro al quale né quel
Papa ne altri all’interno di quella Chiesa erano pronti a misurarsi e a
rispondere adeguatamente.
L’Opus Dei era l’unica congregazione cattolica che avesse a
disposizione tanto denaro da poter finanziare non il Vaticano, ma quel Papa e
le sue azioni. D’altronde la ferma ortodossia dell’Opus Dei coincideva con
quella del Papa polacco. Ed ecco, allora, l’allontanamento del cardinale Martini dalla Curia verso l’Arcidiocesi
di Milano, un vero e proprio esilio dal quale il cardinale non è mai più
tornato. Un Cardinale “pericoloso” sia per le sue idee “diverse” che per il
prestigio di cui godeva che certamente non potevano essere tollerati da un Papa
autoritario come Wotila. Ma anche un
Cardinale “concorrente” all’Opus Dei in quanto Martini era un gesuita di alto
rango. Quindi Navarro Vals fu nominato quale portavoce del pontefice e
responsabile della comunicazione vaticana. In realtà era il braccio sinistro
del Papa che a sua volta veniva “aiutato” nel magistero della Chiesa. A braccio
destro fu chiamato un giovane vescovo-teologo di nome Ratzinger che abbandonò da
tempo e per tempo le sue idee “progressiste” di quando varcò, da semplice
prete, ma da giovane e promettente teologo, la porta sacra della basilica di
San Pietro per entrare nel Concilio Vaticano secondo al seguito del suo mentore
il vescovo di Monaco di Baviera e si convertì ad una teologia rigidamente
chiusa al mondo…un mondo che conobbe assai poco al contrario del Papa polacco.
Il papato di Wotila si caratterizza per un governo dal pugno
di ferro. Chi non è con lui è sicuramente contro. Molti si schierano dalla sua
parte senza convinzione ma per opportunismo, l’ala più radicale e conservatrice
è con lui per convergenza di impostazioni dottrinali, un’altra parte per
dispetto e per vendetta e solo una minima parte tace ma viene relegata ai normali uffici…vedi i
gesuiti e altri ordini. Vengono nominati grandissime quantità di beati e di
santi e certamente non poteva mancare di salire agli onori della santità il
fondatore dell’Opus Dei. Questi costruirono a Roma una ricca basilica
intitolata al loro santo ed insediarono il loro cardinale-prefetto della
congregazione e potente uomo di curia, spagnolo certamente.
Ma papa Wotila costruì anche le condizioni ferree per la sua
successione e la elevazione di Ratzinger al soglio pontificio dopo la sua
morte. Voleve che quella sua impostazione continuasse ancora per anni come un
prolungamento di sé o della sua ombra
nella sua cocciutaggine e ostinazione.
Papa Ratzinger inaspettatamente, non molto tempo dopo la sua
elezione, sfratta quelli dellOpus Dei dal Vaticano e affida ad un salesiano la
segreteria di stato e proprio ad un gesuita, padre Lombardi, viene affidato
quello stesso posto che fu di Navarro Vals l’uomo dell’Opus dei. Quasi uno
schiaffo. D’altronde i due ordini sono entrambi spagnoli e conconcorrenti. E
dove lo mettiamo il cardinal Sodano che sperava di restare nel suo altissimo
incarico di segretario di stato visto che per venti anni ha lavorato per il
papa polacco insieme al responsabile dell’ex san’Uffizio card. Ratzinger ora
Papa?
Tutto sovvertito e non certamente per capriccio da questo
silenzioso, timido e potente pensatore che è il papa tedesco. La fronda è
articolata e agguerrita. Da una parte l’Opus dei e dall’altra Sodano e tutta
quella parte della Curia e dell’episcopato italiano che fa a lui riferimento
circondano il Papa ed il cardinale Bertone.La lotta sotterranea è dura e
continua, viene coinvolto persino il maggiordomo del Papa il quale viene
convinto a fare la spia ed a sottrarre documenti dalla scrivania del pontefice
e passarli alla parte avversa. Lo Ior viene messo nelle mani di Gotti Tedeschi
che non sembra essere proprio in odore si santità monetaria e viene rimosso ed
al suo posto viene nominato un tedesco di fiducia del papa e non di altri. Come
mai scoppia il caso Boffo? Per caso? Chi ha passato le infomazioni a quel
giornale?
Troppo stress, troppa tensione, continua. Gli anni passano,
il Papa invecchia e le forze vengono meno e si riducono quasi al minimo. La
riflessione ha bisogno di calma e tranquillità rispetto alle faccende di
potere, ai problemi, tanti, delle varie parti del mondo e poi c’è una questione vecchia, quanto annosa e
delicata, dei preti pedofili che va denunciata e repressa con forza. Ma tutta
questa fatica non produce svolte, non si
riesce ad incidere, gli scandali incombono e vanno smontati, gestiti con
attenzione. Il Vaticano non è più l’occhio del Mondo, ma un vortice sempre più
spiralizzato di lotte intestine di potere e di scandali. Ecco perché il Papa si
è dimesso. Perché con le residue forze, sia fisiche che di “truppa”, non poteva
più far fronte e sarebbe stato costretto ad arrendersi senza condizioni…ma
essendo sempre un tedesco ha preferito dimettersi e sperare in un nuovo papa
che emerga da quella parte, la gran parte, del mondo cattolico rappresentato da
cardinali onesti e sinceramente lontani
dalle vicende curiali di una Roma vaticana in cui troppi e brutti aspetti
secolarizzanti si sono appropriati di coloro che dovevano invece esorcizzare.
Adesso si tratta di eleggere il nuovo Papa. I”cattivi”
possono iniziare le grandi manovre, ma i “buoni” che da tutto il mondo
confluiranno nella Cappella Sistina conoscono molto bene i primi e nel silenzio
dell’urna sapranno eleggerne uno di loro capace, preparato e moderno.
I”cattivi” sono di un altro mondo, né di quello celeste, né di questa nostra Terra.
Lo squallore non ha patria!

Nessun commento:
Posta un commento