"Rinascimento Italia" vuole essere un barlume di riflessione sui fatti politici e sociali, in un periodo storico che vede l'Italia in grave difficoltà e smarrita nel contesto globalizzato di questa era.

martedì 16 dicembre 2014

Marcia Roma -2- "A fra' che te serve?"




-A fra' che te serve?"
Questa esclamazione è riaffiorata nella storia di malaffare che passerà alla storia come "mafia Capitale".
Voglio fare un salto nel tempo. All'indietro. Al tempo della Prima Repubblica, negli anni ottanta, quando, nel mondo politico, l'On Franco Evangelista, che era il braccio destro di Giulio Andreotti, veniva considerato uno dei potenti d'allora ed era anche noto per i suoi modi diretti. Sua la frase che lo ha reso celebre e ne sintetizzava un modo di fare tipico della politica di quegli anni. "A fra' che te serve?"
Allora erano i politici che "disponevano". Allora erano i cittadini che "chiedevano" ai politici. Tutto ciò veniva definito con il termine di "clientalismo". Fu una plaga che degenerò sempre più e ha sempre interessato le relazioni tra cittadini, dall'agricoltore all'industriale, e la politica. La conclusione fu "tangentopoli". Lì finirono tutti i partiti clientelari: DC, PSI, PSDI,PRI e PLI. Si salvarono il PCI e MSI. Questi ultimi si modificarono nei decenni successivi, nella Seconda Repubblica, assumendo non solo denominazioni differenti (PCI,PDS,DS,PD)(MSI, Alleanza Nazionale, PdL), ma anche politiche sempre più distanti da quelle originarie che ispirarono la loro fondazione e che nella prima repubblica cercarono di perseguire.
Oggi, si rileva dalla indagine su "mafia Capitale", i termini sono completamente cambiati, anzi ribaltati. Non è più il politico che si rivolge al suo interlocutore con la colorita frase romanesca: "A fra che te serve", ma è l'imprenditore che si rivolge al politico con la medesima offerta. La cosa non è di poco conto. Questa è corruzione in forma diretta, sfrontata, come se questo comportamento corruttivo fosse pratica comune, necessaria, quasi istituzionalizzata. Il corruttore, di solito un imprenditore, "dispone" ed il politico "ottiene". Altro che il clientalismo della Prima Repubblica, dove il politico veniva visto legato indissolubilmente al simbolo del partito di appartenenza. Oggi non fa differenza, sono tutti uguali i corruttibili, che siano di destra o di sinistra non importa il simbolo del partito d'appartenenza, l'importante è lucrare alla faccia dei contribuenti e degli italiani dove la politica è affare, affare privato e non pubblico come nella Prima Repubblica malgrado tutto. 

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