"Rinascimento Italia" vuole essere un barlume di riflessione sui fatti politici e sociali, in un periodo storico che vede l'Italia in grave difficoltà e smarrita nel contesto globalizzato di questa era.

venerdì 23 gennaio 2015

Il patto del Nazareno 2.0
















Il progetto di Matteo Renzi rimane ancora alle battute iniziali dopo circa un anno di attività.
Ma quel’è il progetto di Renzi, giacchè non lo ha mai organicamente esposto, anzi se ne guardato bene. Qualcosa gli è scappato. All’inizio per piccole ingenuinità, ultimamente per qualche parola detta di troppo in alcuni casi, mentre in altri lasciatala andare di proposito, un po per osservare le reazioni, un pò per edulcorare la proposta nel senso di abituare tutti a quella idea molto lontana dallo status quo di questi ultimi 70 anni.

Il Presidente della Repubblica si è dimesso inaspettatamente. Nessuno a novembre l’avrebbe sottoscritto per il semplice fatto che aveva affermato, due anni fa, che accettava un secondo mandato per il tempo occorrente alla nuova legge elettorale. Si è dimesso prima. Perché?

a)      La legge elettorale proposta da Renzi non gli è mai piaciuta.

b)      Ha capito il gioco ed il progetto complessivo di Renzi.

c)       Come senatore a vita non si è iscritto al gruppo del PD e nemmeno a quello misto dove c’è il suo predecessore Ciampi, ma a quello delle Autonomie-Psi volendo così evidenziare il suo spirito riformista e la sua distanza dal PD.

Con le sue dimissioni, Napolitano, pensava di rimescolare il calendario di Renzi, in quanto l’elezione del Presidente della Repubblica è sempre un momento delicato sì, ma specialmente pericoloso per chi sta al governo in quanto le tensioni aumento a dismisura, le vendette durante le votazioni, ma specialmente quelle che si metteranno in campo dopo aver eletto il nuovo Presidente della Repubblica  sono pericolosissime per la tenuta di qualsiasi governo e del suo capo in quanto rischiano di cadere per imboscate parlamentari.

In conclusione, se da una parte le dimissioni anticipate di Napolitano sembrano essere state un successo per Renzi, ed è vero in quanto si è tolto di mezzo l’unico che poteva dirgli di no, per potere e prestigio personale e tanto seguito tra i cittadini italiani, dall’altra è anche vero che le stesse dimissioni creano forte tensioni politiche che mettono a disagio ed in pericolo a volte, la stessa sopravvivenza di un governo e del suo leader.

In realtà, con le dimissioni di Napolitano, c’è una accelerazione politica (vedi il recente patto del Nazareno 2.0) nel senso della chiarezza sul futuro dell’Italia. In questa fase Renzi potrà essere ridimensionato oppure, se supererà questo momento, avrà vita facile e realizzerà il suo progetto molto velocemente entro il 2016. (il 2016, cioè scadenza della legislatura e nuove elezioni con nuova legge elettorale ma non solo , ma anche con una Costituzione diversa in alcuni punti cardini).

Progetto

Premessa: presa del PD.

a)      Nomina a capo del governo

b)      riduzione dei poteri del Senato tanto da renderlo ininfluente nelle decisioni. Un senato non votato direttamente dal popolo ma dai politici delle varie regioni italiane.

c)       Nuova legge elettorale che si propone due cose e su cui Renzi non ha mai ceduto e non lo farà perché essenziali  al suo progetto: a) meccanismo con il quale almeno la metà della camera dei deputati viene nominata dai segretari dei partiti, per cui lui nominerà tutti i suoi che giureranno fedeltà a lui e non al popolo italiano. b) premio di maggioranza alla lista (legggi partito) che ha ottenuto il quorum dei voti e non alla coalizione. La legge prevede una clausola di salvaguardia perché verrà dichiarata esecutiva non prima del 2016. Perché? Perché nel 2016 Renzi prevede di andare alle elezioni ma non solo con la nuova legge elettorale, ma anche con un pezzo, piccolo ma importante, della Costituzione cambiato ed è il punto d).
Variazioni della Costituzione.
d)      Il Capo del Governo avrà il potere di sciogliere le camere ed indire nuove elezioni, avrà il potere di dimissionare qualsiasi elemento formante la compagine governativa e sostituirlo di imperio. Il Capo del Governo, quindi, avrà il potere di assegnare o revocare  le deleghe ai ministri. (il famoso ed iniziale “sindaco d’Italia”. Ora non ne parla più perché non vuole allarmare partiti e opinione pubblica in questa fase)

e)      Il Presidente della Repubblica avrà poteri fortemente depotenziati riducendosi a semplice “notaio” di quanto farà il Capo del Governo.
Fine della Repubblica.
f)       Elezioni 2016. Renzi ed il suo partito, che nel frattempo ha cambiato nome dopo la rottura definitiva con i dissidenti interni, vinceranno le elezioni, ritrovandosi in mano il controllo della camera dei deputati, appoggiati dall’esterno dalla pattuglia dei berlusconiani come già si fa adesso.

g)      Consolidamento del potere mediante metodi spregiudicati che, tra l’altro, tende a ridurre costantemente l’area del dissenso  politico.

Questo progetto è approvato da Berlusconi e questo è il Patto del Nazareno. A Berlusconi andranno la sua riabilitazione,  la sicurezza personale e familiare, dei suoi interessi industriali e finanziari, continuando a contare politicamente, ma dietro a Renzi.  Anzi, sin da ora, insieme,  hanno quasi il controllo totale delle televisioni e di una parte della carta stampata, cioè della comunicazione.

Il prossimo Presidente della Repubblica .

 Il prossimo Presidente non dovrà essere autorevole e competente. Dovrà sentire l’incarico come molto più grande di lui, giorno per giorno, istante dopo istante. Dovrà essere insicuro e quindi affiancargli tecnici e consiglieri che Renzi e Berlusconi gli affiancheranno  per controllarlo fin nei minimi dettagli. Non dovrà essere abituato alle sale del potere, scaltro, con lunga esperienza politica. Dovrà essere colui che deve molto a qualcuno per quello che ha raggiunto e che non era scritto nemmeno nel libro dei sogni. Non dovrà avere nessuna tessera politica. Di specchiata moralità. Un non politico. Una carriera di combattente contro il crimine. Che è deferente sia nei confronti della sinistra , a Renzi ed alla sua corte, sia a destra a Berlusconi ed alla sua corte e che ha già dato prova di ciò. Non al movimento 5Stelle, a Sel, alla Lega,  anzi. Dovrà essere un Presidente funzionale al progetto di Renzi. Un Presidente che firma e che esegue. Non un Presidente per gli italiani, ma per un solo italiano. Se Renzi proporrà questa figura in accordo con B., allora il progetto è quello prima descritto che chiamerei  renzizzazione  d’Italia.  Auguri per il prossimo ventennio, ma non possiamo stare più come siamo stati in questi ultimi venti anni. Anche agli inizi degli anni venti del secolo scorso si avvertiva in tutta Italia l’inadeguatezza degli ultimi venti anni , l’insofferenza per i soliti noti della politica, l’esigenza di una grande svolta. Speriamo che la Storia ci abbia insegnato qualcosa, ma penso di no.

Nessun commento:

Posta un commento