"Rinascimento Italia" vuole essere un barlume di riflessione sui fatti politici e sociali, in un periodo storico che vede l'Italia in grave difficoltà e smarrita nel contesto globalizzato di questa era.

venerdì 18 novembre 2011

Il Governo Monti ha ottenuto la fiducia. Nulla sarà più come prima












Il 9 settembre avevamo lanciato un post nel quale si argomentava la necessità di un Governo tecnico che aveva nel Presidente della Repubblica il proprio garante politico-istituzionale. Voglio ricordare che questo ultimo agosto fu animato da una visibilisssima incapacità del Governo (e dell' opposizione) di elaborare un piano di misure che rispondesse alle difficoltè economiche e di bilancio dell'Italia. Ne uscì fuori un pasticcio di manovra finanziaria incoerente e di dubbia efficacia che noi bollammo come il "conto della serva" per sottolinearne il basso profilo tecnico e l'inadeguatezza.
Ed è questo, ancor oggi, che fa paura. Lo scarso livello in termini di capacità, sia individuali che di gruppi partitici, che continuano ad esistere in Parlamento. Un Parlamento i cui inquilini sono , in un certo senso, degli abusivi, in quanto mai votati e scelti dagli italiani, ma  solo nominati dai capi partito (Scilipoti compreso) e questo potrebbe essere inteso come una sospensione della democrazia parlamentare delegata dal Popolo. Oggi c'è troppo partito e poca politica e questo è male. Oggi c'è troppo meschineria che sostituisce principi morali quasi del tutto assenti. Troppi pensano esclusivivamente al proprio destino, a perpetuare i privilegi e la bella vita da padroni del vapore ed il bene della nazione non è altro che un bel pretesto posto a giustificare il loro ruolo di ministro, di sottosegretario o di deputato.
Il governo Berlusconi è caduto.Tutto questo è ormai finito e sembra già lontano nel tempo. In una settimana si è trovato un ottimo sostituto e un'ottima squadra di governo. Ci siamo trovati, di colpo, uno stile nuovo fatto di educazione, rigore e competenze. Sembrano lontani i tempi della politica gridata, dell' arroganza, delle leggi pro-domo loro, dell'incapacità quotidiana, della scostumatezza di qualche capopolo, delle incopetenze visibili anche ad un cieco, dell'asservimento al proprio capo partito anzichè essere leali alla Costituzione e aderenti, nell'agire, agli interessi esclusivi della Nazione. Ci stiamo allontanando alla velocità della luce dall'ex ministra Meloni e dalle sue colleghe che si chiamano Prestigiacomo, Gelmini, Bernini, Carfagna, Brambilla e dalle sottosegretarie  Santanchè e Ravetto e declinando al maschile Giovanardi.
Che dire dei ministri come La Russa, Galan, Bossi, Calderoli, Brunetta, Rotondi, Fitto, Matteoli, Romano e Romani?
Hanno lasciato macerie. Noi italiani dobbiamo avere la forza e le capacità di risorgere dall'azione di questi "bombardieri" e dal "superbombardiere", loro capo. Avevamo perso non solo la credibiltà, ma anche la dignità. Eravamo gli incapaci, i monelli d'Europa, indisciplinati e un pò asini.
Con Mario Monti si spezza una sorta di psicodramma, durato diciassette anni, nel cui vortice era caduta tutta la politica e con essa gli italiani. Tutto è ruotato tra l'essere a favore o contro Berlusconi. Berlusconi al centro di tutto e di tutti, al centro delle critiche, degli elogi e degli alibi, in un vortice mediatico che ha drogato politica, economia, giustizia, attività produttive e facendo emergere il pensiero debole dei "politici di professione". L'Italia si avviava, così,  ad una condizione da Repubblica delle banane con un restringimento della libertà sempre più subdolamente reale. Questo iniziò con il 1° governo Prodi e culminò con la legge elettorale del "porcellum" del trio Berlusconi-Calderoli-Casini e leggi "ad personam"  nascondevano un pericolo mortale per la sopravvivenza della democrazia: la forzatura delle regole democratiche. Questa pretesa è fallita grazie a due grandi istituzioni della Repubblica che hanno resistito: la Corte Costituzionale e la Presidenza della Repubblica. Sono state loro a stoppare il disegno di una presa di potere pressochè assoluto di tipo finto-democratico alla Putin.
Ciò che Berlusconi, DU e F.G. non calcolarono fu la crisi dell' economia del mondo occidentale scaturita dai mutui subprime americani e scatenatesi in un secondo tempo in Europa. Pensavano di farla franca. Difatti, il premier Berlusconi dichiarava molto spesso che in Italia la crisi non cè, riguarda altre nazioni e le nostre banche sono solide mentre quelle inglesi stanno per fallire. Ed ancora che non siamo l'Islanda o l'Irlanda prima, la Spagna poi. Poi arrivò la Grecia e con essa anche l'Italia e fu messa nel mirino degli speculatori internazionali. Si cercò di rimediare con un paio di manovre poco efficaci. Ci si scherzò anche sopra affinchè gli italiani non la prendessero troppo sul serio. Nascosero, con i loro mass-media, realtà terribili di disagio economico e di caduta in povertà con relazioni giornalistiche e servizi televisivi che traboccavano di normalità ed ottimismo conditi da programmi ove il litigio, il cantare, il ballare, i fondi schiena e le scemenze la facevano da padrona. Fino all'ultimo si dichiarò che i ristoranti in Italia sono pieni. L'Europa fu inflessibile e pressante. L'azione martellante e l'ironia di alcuni Capi di Stato nei nostri confronti indignò tutti, il Capo dello Stato e noi cittadini. Il Pdl scendeva sempre più nei sondaggi, nemmeno il bunga-bunga e le escort riuscirono a causare tanto danno al Berlusconi che vide la sua impopolarità crescere a dismisura...e magari insieme ai conti delle aziende. Alla fine dovette mollare ed accettare di dimettersi e, ancor di più, non avere le elezioni anticipate e di dover appoggiare un governo di tecnici. Cosa è stato che l'ha convinto a fare tre passi indietro che pregiudicano, nel breve periodo anche il rapporto con il suo sodale politico qual'è stato il Bossi e la Lega Nord? E' mistero. Chi è intervenuto? Con quali argomentazioni? Se ciò è avvenuto certo non è nessuna forza italiana nè dell'area dell'euro.
Il governo del Sen. Prof. Mario Monti non è il  "governo dei seccchioni" ma delle eccellenze d'Italia. Mi ricordo che chi, al Liceo, accusava di essere secchione, in genere, era un mediocre con l'aggiunta di qualche asinello.
Il Governo che oggi ha ricevuto anche l'approvazione della Camera dei Deputati, non è un governo di soli tecnici, ma anche politico e per due ragioni. La prima è che un governo che governi propone e delibera nel merito seguendo un propria linea. Già questo vuol dire far politica in quanto si ha un' idea della governance e la si cerca di attuare. Due, perchè Monti sa fare il politico e lo ha già ampiamente dimostrato da come ha presentato il programma e per come ha risposto alle sollecitazioni politiche più insidiose in sede di votazione oggi al Parlamento. A questo proposito non dobbiamo dimenticare che è stato, in qualità di commissario europeo, per ben dieci anni, a contatto con i politici di tutta l'UE di qualsiasi partito, idea, carattere personale, o portatore di interessi particolari ed ha sempre saputo agire con rigore e alto senso delle istituzioni oltre che con competenze ormai da tutti riconosciute.
Questa esperienza europea gli sarà utilissima per condurre a buon fine il suo disegno tecnico-politico.
Si spera che vinca la "corsa contro il tempo" . Non è solo contro il tempo della crisi, ma specialmente contro un altro. Forse il Presidente Monti  l'ha già intuito visto che ha dichiarato che il governo da lui presieduto dovrà "correre" . Oggi si è avuta la conferma di tutto ciò; il discorso alla Camera del gruppo parlamentare del PdL non è stato tenuto da Berlusconi, ma da Alfano. Il motivo c'è ed è profondamente nascosto anche dalla stretta di mano che l'ex ha voluto in modo dichiaratamente plateale tributare al nuovo Premier. E' già iniziata la manovra che potremo chiamare "togliere il tempo a Monti". Non è possibile sapere se questa strategia avrà successo, ma si basa su un recupero del consenso basato sul calcolo che i provvedimenti dell'attuale Governo Monti saranno impopolari.  Se questa strategia inizierà, però,  a dare segnali di fallimento perchè i conti non tornano, prepariamoci, allora, a registrare una serie di fatti strategici.
Comunque andrà a finire non sarà mai più come prima. Se vincerà il Presidente della Repubblica ed il Governo vedremo tempeste, ma alla fine saremo di nuovo una nazione in regola in tante cose tra cui quelle morali. Se ciò non dovesse accadere ci saranno anni bui anche per la Chiesa che pagherà anni di ambiguità.







2 commenti:

  1. Concordo sul fatto che finalmente ci sia stata una rottura nello stile, nel modo di presentarsi della nostra politica che, per quanto possa sembrare una cosa marginale, in realtà non lo è affatto. Soprattutto in virtù del fatto che il cosiddetto "berlusconismo" affonda le sue radici soprattutto in questo, in una vorace volgarità.
    Ora però aspettiamo di vedere i risultati concreti di questo governo di transizione prima di poter dare un parere complessivo...

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  2. Sono d'accordo, tempo al tempo, aspettiamo lo svolgersi dei fatti da qui ai prossimi periodi, non si sa mai nel finire "dalla padella alla brace"; anche se, guardando indietro, ne dubito

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