
In merito alla riforma della legge elettorale che, malgrado richiesta a gran voce da tutti gli italiani e fermamente indicata come fatto politico ineludibile, necessario e importante dal Capo dello Stato On. Napolitano, non è stata varata grazie ai veti incrociati tra chi propugnava il doppio turno alla francese, il PD, e chi il reinserimento delle preferenze in un sistema proporzionale corretto portato avanti dall'UDC di Casini, dal PdL e dalla Lega. Sull'argomento se ne scritto in un precedente post sottolineando i limiti contraddittori della proposta di Bersani e del PD e la loro critica in relazione alla reintroduzione delle preferenze che rimane comunque un dato rispettoso del fatto di riassegnare al Popolo sovrano l'autorità ed il dirittto di scegliersi i propri rappresentanti.
Il "capo" del PD, Bersani, ha osteggiato per mesi in modo fermo il reinserimento delle preferenze adducendo motivazioni poco realistiche ed ottuse.
Lo stesso Bersani ed il PD, però, hanno usato il sistema delle preferenze, anzi della doppia preferenza, alle "parlamentarie" del loro partito svoltesi il 29 ed il 30 dicembre scorsi. Difatti coloro che hanno partecipato, circa un milione di italiani, avevano una lista di candidati tra cui potevano scegliere fino a due preferenze. Finite le parlamentarie tutto lo stato maggiore del PD con Bersani in testa hanno strillato "alla Democrazia": Ma il sistema elettorale utilizzato alle "primarie parlamentarie" non è altro che il proporzionale con indicazione delle preferenze in numero massimo di due.
Bingo!
Come sempre questi politici dell'ex PCI, dell'ex PDS e dell'ex DS, ora PD, dimostrano, da una parte, contraddizioni impressionanti che poi cercano di giustificare con elucubrazioni più o meno cerebellari e dall'altra, l'assenza di coraggio, cadendo di nuovo in contraddizione.
E' il caso della " riserva indiana" che il "capo" si è riservato personalmente in perfetto stile da "Repubblica delle Banane" oppure in stile "Putin" tanto criticato da loro, perchè loro sì che sono autenticamente democratici.
Attraverso l'unguento del Signore (Bersani), alcuni cittadini verranno unti del sacro olio pidiessino per meriti, non si sa quali, e fatti salire al soglio parlamentare e invitati ad accomodarsi, a nostre spese (noi paghiamo e basta), sugli scranni di Montecitorio. Società civile si dirà. Ma scusate, i politici sono una razza inferiore? Non sono anch'essi società civile? Contraddizioni di Bersani e dei "tipi sinistri" come direbbe il noto giornalista Panza.
Andrà a finire che dalla "riserva indiana" spunterà qualche sindachessa antimafia della Locride che, portata in processione, pardon candidata, in Emilia Romagna verrà eletta con il "porcellum" e fatta accomodare su qualche scranno col titolo di onorevole. E così si verifica un'altra contraddizione del Bersani. Ma come! Una icona, l'immagine stessa della lotta alla mafia (non sono i PM e i procuratori delle varie Direzioni antimafia che giornalmente rischiano la vita loro e dei loro cari) viene candidata nei posti più tranquilli d'Italia e molto lontano da quella terra così martoriata dove era assolutamente necessaria la testimonianza quotidiana?
Che non sia una sindachessa antimafia da salotto? Così come qualcuna viene ormai definita da dei tipi di sinistra autentica e di lungo corso della Locride?
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