In Piazza San Giovanni un milione di cittadini d'Italia, tutti lavoratori o ex perché pensionati e giovani, alla Leopolda, alcune centinaia di cittadini di estrazione borghese e giovani rampanti ben vestiti alla ricerca di un posto al sole nel panorama politico italiano.
In Piazza il rosso delle bandiere e delle montature degli occhiali da sole. Alla dismessa stazione di Firenze camice bianche. La Susanna Camusso da una parte insieme con Landini, capo carismatico della Fiom, dall'altra Matteo Renzi con il suo amico finanziere, Serra, che sembra essere di casa alle isole Cayman noto paradiso fiscale internazionale. Quest'ultimo che dichiara, sotto il tetto del capannone ferroviario e davanti alle telecamere e ai microfoni che lo sciopero rappresenta una spesa (e non un diritto fondamentale in una società civile) nel mentre la Camusso ribadisce il diritto al lavoro e allo sciopero. Insieme con lei il leader di Sel Vendola, gli ultimi due segretari della CGIL, esponenti della direzione nazionale del PD, ma senza i soliti due: Bersani e Dalema, che anche oggi hanno dimostrato quanto poco valgono e quanto sono stati e lo sono ancora i migliori sostenitori di Renzi come ieri di Berlusconi. Insieme con Renzi tutti i ministri o quasi, più cortigiani vari dalla Moretti al transfuga da Sel come l'On. Migliore.
Ma i toni sono da separati in casa. Diversamente che in Germania quando i sindacati contestarono fortemente il cancelliere Schroder che proveniva proprio da loro stessi ranghi sulla riforma del lavoro. Il partito del cancelliere fu percorso da una pesante crisi, ma la SPD non si spaccò. Le due manifestazioni di oggi, in Italia, rappresentano uno spartiacque che avrà pesanti ripercussioni in futuro. Oggi il popolo della sinistra ha contestato un governo del loro stesso partito. Un caso clamoroso. Già Successo in Germania, come accennavo prima, agli inizi degli anni 2000 ma le analogie finiscono qui. Le differenze iniziano proprio dai protagonosti. Schroder era un sindacalista vero e di sinistra, Renzi con la sinistra non centra niente. Non centra nulla nemmeno con gli operai e lavoratori, né con la borghesia, lui centra solo con se stesso. Oggi ha dichiarato che farà al massimo due legislature da premier. Ma è chiaro che il suo scopo è quello di procedere oltre...molto oltre.
Dichiara, oggi, che ascolterà i sindacati volendo dare l'impressione di essere dialogante sul piano della democrazia. Ma è tutto falso come la sua democrazia. Ti ascolta e ti saluta dopo aver ribadito la linea del governo. Ti licenzia e va avanti per la sua strada senza tentennamenti. Volendosi dare l'immagine di colui che ascolta gli altri, ma che questi ultimi avevano proposte che non andavano nella direzione giusta per il bene del Paese. Il PD è de facto scisso. Non è vero che sono semplici opinioni diverse, sono politiche opposte. Ma Renzi col PD e la sua storia non centra nulla. Sarebbe stato un ottimo delfino di Berlusconi, per tutto: metodi, filosofia e comportamenti politici quali accentramento ed il controllo del partito e della nazione, l'irritabilità alla contestazione e al confronto serrato e qualificato, comunicazione accanita come metodo di propaganda, sparate che prevedono sempre mirabolanti soluzioni. A Napoli, nell'immediato dopoguerra, qualcuno molto benestante, Achille Lauro, diventava sindaco distribuendo al popolo pacchi di pasta, oppure una scarpa (l'altra scarpa veniva consegnata se si vinceva). Berlusconi promettendo milioni di posti di lavoro oppure abolendo l'Imu... vinceva. Renzi distribuendo 80 euro vinceva le europee che spende a fini politici interni.
Che triade male assortita, una volta per la sola Napoli, oggi per tutta l'Italia.
Non abbiamo bisogno che ci sia Renzi che ci dice cosa è necessario fare. L'uomo in quanto individuo sa cosa è bene per lui e per i suoi simili. I grandi uomini politici italiani non hanno mai parlato assai: Cavour, Mazzini, Garibaldi, De Gasperi. I politici che hanno provocato gravissimi danni agli italiani hanno sempre parlato troppo: Mussolini e i suoi cortigiani. Oggi è stata una giornata da ottobre rosso. E in genere i rossi fiutano con sicurezza i neri.
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