Tutti si sapeva che colui che nasce in una nazione è cittadino di quella nazione. I nostri nonni hanno sempre detto così, perchè così hanno detto i loro padri emigrati in Argentina o negli USA oppure in Germania o in Belgio o Francia o chicchessia.
Scusate signori leghisti rispondete alla seguente domanda.
Negli anni cinquanta moltissimi calabresi, e non solo, sono emigrati in Piemonte. Questi hanno generato figli nati in quella regione e lì sono ancora a lavorare e vivere. Quest'ultimi sono da voi considerati calabresi o piemontesi?
Un figlio d'immigrati in Italia è chiaramente un italiano indipendentemente dal colore della sua pelle, dalla sua cultura e religione o peggio ancora dalla nazionalità dei suoi genitori.
Oggi in Italia questi bambini non hanno nazionalità, nè italiana nè altra...sono nel limbo delle nazionalità e dei diritti. Come se fossero apolidi, ma non per loro scelta. L'Italia è una nazione civile? Penso che gli italiani lo siano senza ombra di dubbio, ma non sono civili certe opinioni di una minoranza che risiede esclusivamente al Nord e che vota per la Lega. Questi s'illuminano solo al sentir parlare non in italiano, ma in dialetto bergamasco o veneto. Per costoro Dante, Petrarca, Foscolo, Manzoni, Verga, Leopardi, Quasimodo, Carducci, Deleddda, Montale ecc... non contano. L'importante è il dialetto...loro, s'intende. Mentre quello dei magrebini no, non vale. Peggio quello romano o calabrese. Il figlio di Bossi. consigliere regionale della Lombardia, ha dichiarato che oltre Roma non ha mai messo piede. E magari parla dei "problemi" che l'Italia meridionale dà ai lumbard. Come farà? Visto che ha scuola non ha dato prova di brillantezza, per cui le conoscenze non lo aiutano certo ad elaborare una analisi storica-economica del sud e del nord dell'Italia? Probabilmente ripete ciò che ascolta in famiglia...dal Bossi padre. Che educazione alla civiltà. E che dire del presidente dei deputati leghisti in Parlamento quando il Presidente della Repubblica, oggi, ha sollevato questo problema? Egli gli ha risposto alla leghista...non dico altro per amor di Patria visto che io, i leghisti, li considero degli italiani e non vorrei vergognarmene per queste prese di posizioni contro quanto indicato dal presidente Napolitano e che io condivido pienamente. Qualunque bambino che nasca in Italia è un italiano...e dobbiamo rallegrarcene che sia nato ed auguriamo a loro tutto il bene possibile. Che questi bambini possano, da adulti, tenere alto l'onore, la civiltà e la cultura della nostra antica e sempre attuale Nazione nel Mondo.
A proposito. Questo augurio vale anche per i figli dei leghisti che la pensano come il loro rappresentante in Parlamento.

Beato lei ke riesce ad augurare qualcosa di buono anke ai leghisti!
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