Innanzitutto cerchiamo di ricordare che cosa è il "listino".
Il "listino" è un elenco di candidati che, comunque vadano le elezioni, questi verranno comunque eletti in parlamento. In realtà, si tratta di un super-privilegio che un partito impartisce a qualcuno.
Ma questi partiti sono gli stessi di quelli che ci hanno portato sulla soglia del fallimento economico-finanziario dopo venti anni di malgoverno.
I motivi a sostegno dell'inserimento del "listino" nella nuova legge elettorale non sono molti, anzi, all'unisono i vari esponenti anche di partiti diversi affermano che:
1) quasi tutte le nazioni del Mondo includono il "listino". Questo non è vero. Nella più grande democrazia del Mondo, gli USA, non esiste.
2) Il "listino" è indispensabile perchè, diversamente ottimi "politici", potrebbero non venire eletti. Questo non è vero perchè possono essere candidati nei collegi sicuri, vedi la prima elezione a parlamentare di Antonio Di Pietro. Questi fu candidato nel collegio "sicuro" super-rosso del Mugello dal PDS e fu eletto.
In realtà il "listino" è già in vigore nelle elezioni regionali ove è facoltativo. Nell'ultima tornata elettorale regionale della Lombardia nel listino del candidato a Governatore, Formigoni, erano stati candidati fra gli altri il figlio di Umberto Bossi detto il "trota" e la ormai nota Nicole Minetti e sappiamo come è andata a finire.
Altro che trasparenza e democrazia per la qualità dei rappresentanti in Parlamento.
Daltronde si continua ad operare, da parte di questa "casta politica" , la nostra trasformazione di cittadini in utenti. Quindi, non più cittadini principi e Stato senza scettro come si era nella 1a Repubblica, ma utenti utilizzatori. La democrazia è diventata uno slogan...e tanto ci deve bastare!

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