Berlusconi ha parlato in un'aula per metà vuota a causa dell'assenza, voluta, dell'opposizione.
Le parole rimbombavano ed erano più vacue dell'enorme salone parlamentare. Nessuno dei presenti ci credeva. Nessuno tra gli italiani ci ha creduto.
I deputati ed i ministri erano presenti tutti, insieme al Capo che timonava una barca che ormai sta affondando.
Ciò che si avvertiva era proprio questo; il popolo è ormai lontanissimo dalla Garfagna, dalla Prestigiacomo, dal Brunetta, dal Frattini, dalla Brambilla, dalla Gelmini, da La Russa, dalla Santanchè, dai Cicchitto, dagli Alfano, dai Verdini, dagli Scaliola, dai Gasparri.
L'ultimo e buffo "Re Sole" con i suoi lacchè, i suoi servi, le sue preferite ufficiali e non, che vive alle spalle del proprio popolo, impunito, che promulga leggi di comodo che i vari megafoni diffondono al volgo come un nuovo verbo ha parlato al vento.
Eppure essi, in quell'aula semideserta, avvertivano che qualcosa di nuovo era sopraggiunto in una forma che tornare indietro non era più possibile.
Oggi è stata una giornata importantissima. Oggi si è sancito che può essere solo irreversibile la rottura tra Berlusconi ed i suoi cortigiani da una parte ed il Popolo italiano dall'altra.
Lo si leggeva nelle espressioni dei presenti nell'aula parlamentare, in quell'atmosfera plumbea, in quel discorso terra terra, condito di qualche cattiva ambiguità. La resa dei conti è cominciata.
Il Popolo italiano vuole cacciare via, dal Parlamento, i ladri che hanno rubato il suo futuro.
Viva l'Italia.


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